Scegliete, pretendete il piacere

Scegliete, pretendete il piacere

26 Ottobre 2020 0 di Linguadipolvere

Vivere a Fuerteventura mi ha donato la possibilità di avere un’esistenza ricca di piaceri semplici ma quotidiani. Parlo spesso del piacere perché mio malgrado, conosco molto bene il suo perfetto contrario: il dolore! Non ricordo giorno in cui non ho provato dolore. Fosse stato anche solo per un pensiero, un ricordo, una sensazione. Anche nel giorno più bello, vissuto nel mio corpo e nella mia testa, reduce da una vita dove ne ho vissute ogni dove, c’è sempre stata un’ombra, un passeggero oscuro, una parte di me dolente. Sono riuscita a tenerla, a conviverci. Ho dovuto dare un posto al dolore dandogli uno spazio nella mia anima. Ho provato a lasciarlo andare. Almeno la parte più soffocante e piena di rabbia. Il dolore l’ho gridato, calpestato, affrontato. Il dolore mi ha aiutata a ricordarmi di essere viva quando pregavo di non sentire più niente. Oggi il dolore è integrato in me. Fa parte del pacchetto linguadipolvere. C’è nei miei sorrisi e nelle risate a crepapelle; c’è nei miei gesti di empatia perché solo chi ha provato la sete sa che cosa significa avere le labbra arse. Il dolore è nel mio volto, fra le pieghe della mia pelle. Il dolore non è un inquilino che posso sfrattare perché è in me. A cosa serve? Ne avrei fatto volentieri a meno. Non appartengo alla scuola di pensiero di chi dice che la felicità passa attraverso il dolore. Appartengo a me stessa e a quello che vivo. So però la differenza fra il dolore e il piacere. Ed è talmente radicata in me da avermi consentito di ricercare il piacere che a differenza del dolore non è uno stato ma un momento. Il piacere dell’arte, della scrittura, di persone stimolanti e mentalmente attraenti. Il piacere del buon vino, del cibo più ricercato. Il piacere della seduzione, della sensualità, di sentire vibrare il proprio e altrui corpo. Il piacere di camminare, di viaggiare, di esplorare quella parte di mondo che ti richiama in modo ancestrale. Il piacere di posare gli occhi e il cuore su un’umanità generosa Il piacere di possedere un oggetto, di fare un lavoro dove non guardi l’orologio e la giornata ti passa piacevolmente. Il piacere di voler tornare a casa e non vedere l’ora di abbracciare la persona amata. Il piacere di sentire una carezza, un brivido, una lingua che accarezza la tua in un bacio eterno. Il piacere di guardarsi dentro e capire che non sei così male. Potrei continuare all’infinito nel farvi una lista dei miei piaceri personali. Ecco che cosa batte il dolore per me. Il dolore è un povero sfigato, solo e inutile a cui non bisogna dare ruoli ed elenchi da spuntare. Vuoi esistere, devi per forza? Okay … ma stai al tuo posto! Al piacere di vivere appieno cedo ogni tempo e spazio. Questa è la mia vittoria sul dolore e scriverò instancabilmente di tutto quello che mi dona la voglia di vivere. A partire dal tenere “una penna” per scrivere sulla sabbia, quella di Fuerteventura.

 
 

 

 
Please follow and like us:
Pin Share