Concha Espina

Concha Espina

5 Dicembre 2020 0 di Linguadipolvere

Si chiama Concha Espina. Nasce a Santander nel 1869 o 1879 (le fonti non sono unanimi ma sta di fatto che nasce in un tempo in cui le donne dovevano usare degli pseudonimi per poter scrivere). A lei è dedicata una fermata della metropolitana di Madrid. Ironia della sorte, questa donna non viveva con lentezza ma è sempre andata come un treno. Drammaturga, giornalista, narratrice, romanziera. Chi era Concha? Se lo sono chiesto in molti; se lo sono chiesto delle menti “brillanti” dell’epoca, al punto di nominarla svariate volte per il premio nobel per la letteratura. Riguardo a lei si dirà che non sapevano come collocarla, non era facile attribuirle uno specifico gruppo letterario. La nominano tante volte in nove anni (e qui ho male al cuore). Per ben tre volte nel 1926, 1928, 1929 è ad un passo dal Nobel ma le verrà ogni volta negato. Il primo anno perde per un solo voto e il premio va all’italiana Grazia Deledda. Voi come vi sareste sentiti? La “colpa” di Concha? Essere poliedrica, passare da una specialità all’altra. “Non sappiamo come collocarti. Non puoi scrivere di un solo settore?

Le opere di Concha rivestono una delle bacheche della Casa de los Coroneles di Fuerteventura, nella mostra dedicata alle donne premio Nobel. Qualche volta “la storia” tenta di fare giustizia e finge di ricordarsi di te, quando non ci sei più! Concha c’ha lasciato decine di opere. Trattati sulla psicologia. Opere di rara umanità e bellezza. Nella foto dove mi colloco scherzosamente in mezzo a quattro premi nobel, lei non c’è. L’ho trovata da parte, in un piccolo angolo e non la lascerò …

 

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