Roma – La Cappella Sistina

Roma – La Cappella Sistina

6 Dicembre 2020 0 di Linguadipolvere

Silenzio … siamo nella Cappella Sistina. “Silence pleace“, ripete una voce altisonante. Cerco con lo sguardo l’uomo che ci ha chiesto di non proferire parola. Non lo trovo. Sono fra una folla di persone riunite per ammirare quello che è il capolavoro di Michelangelo Buonarroti. Abbiamo fatto un lungo cammino, tantissime scale e cunicoli. Ora sono esattamente dove desidero essere. L’ avevo vista nei miei sogni e letta  innumerevoli volte nei libri. Avevo studiato tantissimo delle opere di Michelangelo. Avevo frequentato un corso di pittura e uno di comprensione dell’arte. Mi ero “preparata” guardando e riguardando dvd e  assistendo a delle prime mondiali nei multisala. Ma ora sono qui … è tutto vero.  Sono nel 1541. I miei occhi si soffermano soprattutto sul Giudizio Universale commissionato da Papa Clemente VII. Naturalmente so bene che siamo quasi 500 anni più in là, ma è nel 1541 che il Giudizio Universale viene terminato. Un Michelangelo considerato allora vecchio (sessantenne) quasi cieco, gravemente malato e distrutto dalla sua stessa arte. Un Papa scontento che nel vedere corpi sacri e nudi nella Volta, accusa il Buonarroti di blasfemia. Michelangelo che fra lapislazzuli rappresenta nell’atto di Gesù che alza un braccio, la decisione divina: il giorno del giudizio è arrivato! A bassa voce e col capo verso l’alto, racconto quel poco che ho studiato ai miei amici. Non è molto ma è il mio modo di ricambiare una squisita accoglienza e ospitalità. Parliamo della Vergine e del modo in cui si ritrae come risposta al gesto del figlio. Gli angeli perdono le ali e cadono. Ai dannati non è concessa pietà. Ci leggo la delusione di Michelangelo,  per anni di arte non apprezzati. Ritrae paura, dolore e confusione.  Passiamo i nostri occhi sugli affreschi della Volta commissionata da Papa Giulio II. Siamo ancora più indietro nel tempo, fra il 1508 e il 1512  e vediamo un’ Eva dalle sembianze quasi  maschili tentata da un serpente. La riflessione è che lo stesso serpente si trasforma,  sempre secondo Michelangelo, in un angelo che poi  terrà lei ed Adamo lontani dal Paradiso. Con questi amici riflettiamo quindi sul male e i suoi mille volti. Mentre parlo guardo altri volti che mi forniscono dei consensi con un cenno del capo. Confondo qualche data. Confondo dei dettagli. Una cosa però la so: sono felice.  Un’ultima  alzata del capo. Vediamo la creazione di Adamo. Due dita che sono connesse ma mai si toccheranno. Un centimetro di distanza fra ciò che è divino e ciò che è terreno. Metto da parte le mie convinzioni. Ricordo le parole di quella voce che ci è sembrata giungere dal nulla: silenzio. Abbassiamo il capo. A passo lento ci facciamo spazio fra la folla. Usciamo dal 1500… 

 

 

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